Tratto da un commento:
Permettetemi innanzitutto di salutare e ringraziare il concepitore di questo Blog e tutti i partecipanti che hanno dato finora un contributo, per aver avuto la capacità di creare dal nulla uno spazio estremamente stimolante ancorché decisamente anti-propositivo. Permettemi inoltre di apportare il mio contributo in piena onestà intellettuale e con la franchezza necessaria ad un siffatto intervento, che temo però (anzi sono certo) finirà immancabilmente per offendere qualcuno. Di ciò mi scuso in anticipo, ma il mio scopo è quello di spostare (più o meno delicatamente e se possibile) il campo del confronto su un terreno più squisitamente legato all’intelligence (intesa come acquisizione ed analisi d’informazioni, dati e personalità) e assai meno al “pettegolezzo… In termini triti, la stessa differenza che c’è tra un rutto ed un sospiro.
Come psicologo ed economista, ho trovato questo Blog estremamente interessante nella concezione (concepimento), ma di minor qualità nell’amministrazione e questo con particolare riferimento alla (auto)selezione dei partecipanti. Gli stessi possono essere essenzialmente riportati a quattro categorie qui semplificate rispetto alle correnti diciture cliniche: “voglio moltissimo e posso praticamente niente”, voglio più di quanto posso, tanto o poco che sia”, “voglio ancora e posso quel tanto che basta” e quella degli ospiti, “non c’entro niente, ma mi solletica l’idea”.
In effetti, è la materia stessa del Blog che si presta ad evidenziare fattispecie ben distinte e tutto sommato riconducibili a note tipologie di contribuenti/fruitori ed è proprio per questo che trovo più interessante un approccio analitico al comportamento di soggetti di cui una parte (R.M., Biondo e Nicolas) si trova a scrivere con l’obbligo di nascondere la verità (o l’invenzione, ma poco importa) ed il bisogno compulsivo di dichiararla (come sopra), e di cui l’altra parte (rest of the world) è lacerato tra il bisogno di conoscere la verità (o chiarimenti su quella che suppone tale) e la frustrata impotenza per la cosciente incapacità di non potere verosimilmente ottenere una risposta.
Ladies’ first: all’ultima categoria, quella di più facile individuazione per la “tenerezza” suscitata dagli appartenenti e per il loro (apparente) candore, fa parte per ragioni banalmente ovvie una percentuale schiacciante di partecipanti femminili e pochi sporadici giovani, irresistibilmente ingenui, che con i loro interventi tingono comunque di rispettabilissimo rosa un Blog che muore proprio dalla voglia di rosa…
Alla penultima categoria afferisce lo stesso concepitore del Blog che è, a mio modesto e dubitevole avviso, arrivato ad un “giro di boa” del suo percorso storico- psicologico ed al quale consiglio il ricorso ad un sostegno personalizzato, peraltro offerto dallo stesso ente di cui fa parte o, nel caso non ne facesse parte (poca differenza fa), dal sistema sanitario nazionale, prima che dei semplici e fisiologici “tentennamenti” si radichino in forma patologica in malesseri poi difficilmente eradicabili con l’età. Allo scopo di evitare fraintendimenti, sarà meglio chiarire che R.C. non dimostra psicopatologie più evidenti di quelle della media delle persone, ma solo una grande “stanchezza” che in queste rischia di sfociare, sia che faccia lo 007 nostrale, sia che sia impiegato alle Poste a Cologno Monzese…
Alla seconda categoria appartengono Nicolas & Co. ai quali va di certo riconosciuto il merito di aver movimentato, sia pure in maniera un poco “ruvida”, certi aspetti piuttosto (auto)celebrativi del Blog stesso e che dovrebbero (sempre a mio discutibile avviso) correre ai ripari per tempo per poter affrontare l’inevitabile decadimento fisico a cui tutti i mortali sono sottoposti e al quale neanche loro sfuggiranno… sempre che non ne siano già vittime. Complimenti comunque per l’entusiasmo! Polemico quanto sia, ha sicuramente “speziato” la discussione con interventi (apparentemente) “vissuti”.
Alla prima (e curiosamente ultima) categoria appartengono soldati di leva, ex A.U.C., najoni et assimilabili. Insomma giovani (e meno) speranzosi, quanto, ahimé, impreparati e sognatori. A loro va la naturale simpatia e la gratitudine per il necessario apporto “volumetrico” dato a queste pagine.
Questo (tedioso) approccio analitico alle personalità del Blog si è reso a mio (sempre discutibile) avviso necessario proprio perché è stato finora negletto da tutti i partecipanti, ciò che ha contribuito a creare un vuoto che abbisogna di essere colmato per la “salute” del Blog stesso. In un mondo che vuol trattare in maniera “educated” d’intelligence, infatti, la mancanza di un’analisi minimamente psicologica o almeno introspettiva degli umani concepitore/partecipanti è una mancanza alla quale è opportuno (necessario?) porre rimedio. In soldoni, come faccio a sapere se chi ho davanti è davvero 007 o SuperMan se non provo con un poco di umiltà ad analizzare quello che scrive? A questo proposito, spero vivamente di riuscire almeno a gettare un “gatto tra i piccioni” esortando tutti i partecipanti ad analizzare tutti ed il loro contrario. Qualcuno più degli altri…
In questo senso, la veridicità (parziale) delle affermazioni di R.C. può e deve essere verificata in sede psicoanalitica e non di certo ponendo domande ambiguamente esistenziali sul colore dei tesserini e sugli ascensori nelle profumerie… A proposito, qualcuno si ricorda come si chiamava la figlia della portiera a Langley, VA, quella bionda di cui eravamo tutti segretamente innamorati perché sembrava Farah Fawcett prima maniera?
Tutt’altra cosa sono poi le considerazioni sull’oggettivo innegabile “benessere” creato dalla partecipazione ad un Blog siffatto e questo in totale indipendenza dall’esistenza di un riscontro oggettivo con i dati di fatto. Come dire, R.C. ce lo teniamo comunque anche se poi scopriamo con orrore che ci ha mentito ed invece di lavorare alle Poste a Cologno Monzese, lavora a quelle di Alzate Brianza…
Giova osservare, infine, che in questo mondo di intelligence, oltre quella dell’analisi, vi è un’altra questione che è rimasta (volutamente) dimenticata, forse perché sconosciuta o sconveniente: vi siete chiesti chi sono in generale i Vostri “servitori della patria”? A che percorso appartengono e, soprattutto, in tempi estremamente sospetti, (i.e. pre-concorsuali), perché sono finiti a cercare “pinoli” invece di seguire una brillante (quanto certa?) carriera nella forza di provenienza?
Ricordando, come ci disse qualcuno quando vivevamo in un mondo in cui un solo ufficiale per corso “teneva il suocero generale”, riporto volentieri questi quesiti ad un intervento successivo, se richiesto, auspicato e soprattutto gradito.
Grazie a tutti per la Vostra attenzione.
A voi i commenti